Dal primo numero, Chobits potrebbe sembrare il solito shojo/pappetta terribilmente prevedibile:loro due si innamorano non se lo dicono,se la tirano fino all’ottavo volume e poi vivono felici e contenti….beh in questo caso no….dal secondo volume Chobits diventa via via più inquietante e misterioso….La storia vede come protagonista Hideki Motosuwa che vive in un mondo popolato da PC antropomorfi che ormai svolgono tutte le funzioni possibili e immaginabili…tanto da poter sostituire anche l’uomo. Hideki però non ha la fortuna di possederne uno per la mancanza di denaro,fino a quando una sera, portando fuori la spazzatura dietro il locale in cui lavora, vede buttata li come se fosse un rifiuto una ragazza tutta fasciata.
Capendo che quello che si ritrova davanti è un PC a tutti gli effetti la porta a casa e, dopo l’imbarazzante scena per l’accensione, Hideki si accorge che il PC che si trova davanti non è come tutti quelli che aveva già visto, operanti e con una propria funzione,ma il suo sa dire solo una parola “Chii” che da quel momento diventerà il nome della ragazza/PC. Cercando una spiegazione possibile Hideki e il suo amico Shinbo si rivolgono ad un esperto di PC, Minoru,che ha solo 12 anni……
Quest’ultimo spiega alla coppia di amici che Chii è un PC artigianale mai visto sul commercio, e grazie alle doti di cui farà sfoggio Chii, al piccolo Minoru passa per la testa una leggenda metropolitana che ha come soggetto un potente computer di nome Chobits e su cui si dedicherà completamente. A parte tutto questo Hideki dovrà insegnare a Chii proprio tutto quello che c’è da sapere per vivere:i saluti,i vestiti,le cose,i soldi,il cibo ecc…Ma attorno alle figure dei due protagonisti girano anche le storie degli altri personaggi che man mano si fanno sempre piu approfondendo.Le scene divertenti non mancano assolutamente anzi…il racconto non è per niente pesante,perché le scene comiche accompagnano tutto il manga…unica pecca(almeno per me)? La fine.